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19 dicembre 2024

Villa Terren, la casa disegnata attorno a chi convive con una malattia rara, ha ricevuto il Premio Templum — ArchitettItaliani 2024, consegnato il 19 dicembre nella Sala della Protomoteca, in Campidoglio. Per lo studio è il secondo anno consecutivo.
Il premio, promosso dall’Associazione Liber con la casa editrice RDE, sceglie un progetto per ogni regione italiana. Per il Veneto è stata indicata questa villa a Mestre, riconosciuta come una forma progettuale «di grande valore architettonico e alto profilo sociale».
Un solo piano, circa cinquecento metri quadrati, consumi bassissimi. La facciata sud lavora come un accumulatore: il 44% è vetrato, il resto è fatto di elementi che contengono cassette di paraffina. Col sole la paraffina si scioglie piano, fra 27 e 35 gradi, e per inerzia restituisce il calore alla casa per molte ore.
Le vetrate hanno tre lastre, con il vetro esterno selettivo e l’intercapedine in argon; dentro, una lastra di plexiglass prismatico respinge la luce diretta quando il sole supera i 40 gradi. D’estate la luce entra filtrata, d’inverno il sole basso arriva fino in fondo alle stanze.
Gli impianti corrono fra tetto e controsoffitto e sotto il pavimento, così l’involucro non viene mai forato; le fondazioni sono ventilate e rivestite di vetro cellulare, che isola dal radon. Una ventilazione con recupero di calore, uno scambiatore interrato e un fotovoltaico da 20 kW coprono il fabbisogno dell’anno: dalla rete si prende poca energia, e solo d’inverno.
Nella stanza della piccola piscina per la fisioterapia una parete è costruita in mattoncini di sale rosa dell’Himalaya; le zone giorno hanno colori cromoterapici stesi con la colla adamantina, lucida come avorio lavorato; i giardini pensili e le aiuole sono trattati con terra preta, il suolo nero ricco di materia organica.
Progetto e direzione lavori arch. Martina Peloso